Aggregati patrimoniali

I PRINCIPALI AGGREGATI PATRIMONIALI
(in migliaia di euro)
CONSISTENZE VARIAZIONE
  2015 2014  ASSOLUTA %
Attività finanziarie disponibili per la vendita 3.221.533 243.325 2.978.208 1224,0%
Attività finanziarie detenute sino a scadenza - 4.827.363 (4.827.363) (100,0)%
Crediti verso banche 95.352 274.858 (179.506) (65,3)%
Crediti verso clientela 3.437.136 2.814.330 622.806 22,1%
Attività materiali e immateriali 59.333 57.238 2.095 3,7%
Altre voci dell’attivo 144.366 92.180 52.186 56,6%
Totale attivo 6.957.720 8.309.294 (1.351.574) (16,3)%
Debiti verso banche 662.985 2.258.967 (1.595.982) (70,7)%
Debiti verso clientela 5.487.476 5.483.474 4.002 0,1%
Altre voci del passivo 233.792 129.003 104.789 81,2%
Patrimonio netto 573.467 437.850 135.617 31,0%
Totale passivo e patrimonio netto 6.957.720 8.309.294 (1.351.574) (16,3)%

Attività finanziarie disponibili per la vendita (AFS)

Le attività finanziarie disponibili per la vendita (AFS), che includono titoli di debito e titoli di capitale, si attestano al 31 dicembre 2015 a 3.221,5 milioni rispetto ai 243,3 milioni a fine 2014, principalmente a seguito della riclassifica da HTM ad AFS del portafoglio titoli di Stato quale conseguenza dell’operazione di riassetto perfezionata nel mese di aprile 2015, commentata nei fatti di rilievo avvenuti nell’esercizio. La relativa riserva da valutazione, al netto dell’effetto fiscale, al 31 dicembre 2015 è positiva per 11,7 milioni (6,0 milioni al 31 dicembre 2014).

Attività finanziarie detenute sino alla scadenza (HTM)

Il portafoglio Attività finanziarie detenute sino alla scadenza, che ammontava a 4.827,4 milioni di euro alla fine dell’esercizio 2014, risulta azzerato per effetto della riclassifica dell’intera voce HTM ad AFS a seguito della citata operazione di riassetto del portafoglio titoli di Stato. Si veda quanto già commentato nei fatti di rilievo avvenuti nell’esercizio.

I crediti verso banche

Il totale dei crediti verso banche al 31 dicembre 2015 è risultato pari a 95,4 milioni, rispetto ai 274,9 milioni al 31 dicembre 2014 (-65,3%). Questa voce comprende alcuni titoli non quotati in un mercato attivo con controparti bancarie per un ammontare di 5,0 milioni di euro (-54,6% rispetto al 31 dicembre 2014) ed impieghi di tesoreria presso altri istituti di credito per 90,3 milioni (-65,8% rispetto al 31 dicembre 2014), connessi essenzialmente al mantenimento di disponibilità eccedenti sul sistema.

Portafoglio titoli

Al fine di fornire una visione aggregata del portafoglio titoli del Gruppo si commentano di seguito il portafoglio titoli di debito, rappresentato a bilancio in diverse voci dell’attivo, ed il portafoglio titoli di capitale.

Portafoglio titoli di debito

L’ammontare dei titoli di debito detenuti in portafoglio al 31 dicembre 2015 è pari a 3.221,8 milioni di euro, in riduzione del 36,4% rispetto al 31 dicembre 2014 (5.068,3 milioni), principalmente per effetto dei titoli rimborsati a scadenza nonché per alcune vendite effettuate nell’ultimo trimestre 2015 che hanno fatto registrare un utile da cessione di 1,2 milioni di euro. L’importante dotazione ha consentito – e consente – a Banca IFIS di attingere provvista a costi contenuti attraverso operazioni di pronti contro termine sulla piattaforma MTS o di rifinanziamento sull’Eurosistema.

Tali titoli sono stati classificati come rappresentato nella tabella seguente, sulla base delle caratteristiche intrinseche del titolo ed in conformità a quanto previsto dallo IAS 39.

PORTAFOGLIO TITOLI DI DEBITO
(in migliaia di euro)
CONSISTENZE VARIAZIONE
  31.12.2015 31.12.2014 ASSOLUTA %
TITOLI DI DEBITO INCLUSI FRA:        
Attività finanziarie disponibili per la vendita 3.216.832 229.868 2.986.964 1299,4%
Attività finanziarie detenute sino a scadenza - 4.827.363 (4.827.363) (100,0)%
Crediti verso banche - titoli obbligazionari 5.010 11.025 (6.015) (54,6)%
Totale titoli in portafoglio 3.221.842 5.068.256 (1.846.414) (36,4)%

Si riporta di seguito la suddivisione per emittente e per scadenza dei titoli di debito in portafoglio.

Emittente Entro il 31.03.2016 Tra l'1.04.2016 e il 30.06.2016 Tra l'1.07.2016 e il 30.09.2016 Tra l'1.10.2016 e il 31.12.2016 Tra l'1.01.2017 e il 31.12.2017 Tra l'1.01.2018 e il 31.12.2020 Totale
Titoli governativi 15.178 25.410 - 712.837 270.032 2.193.375 3.216.832
 % sul totale 0,5% 0,8% 0,0% 22,1% 8,4% 68,0% 99,8%
Banche - - 5.010 - - - 5.010
 % sul totale 0,0% 0,0% 0,2% 0,0% 0,0% 0,0% 0,2%
 Totale 15.178 25.410 5.010 712.837 270.032 2.193.375 3.221.842
 % sul totale 0,5% 0,8% 0,2% 22,1% 8,4% 68,1% 100,0%

Portafoglio titoli di capitale

Tra le attività finanziarie disponibili per la vendita sono inclusi titoli di capitale riconducibili a partecipazioni di minoranza in società non quotate per 4,7 milioni di euro (-65,1% rispetto al 31 dicembre 2014), ritenute di interesse strategico per Banca IFIS. Tale variazione è dovuta principalmente alla rettifica di valore apportata alle interessenze detenute in tre società partecipate a seguito di impairment test per complessivi 9,0 milioni di euro.

I crediti verso clientela

Il totale dei crediti verso la clientela è pari a 3.437,1 milioni, in aumento del 22,1% rispetto ai 2.814,3 milioni a fine del 2014. Nel dettaglio i crediti commerciali, pari a 2.848,1 milioni di euro al 31 dicembre 2015, aumentano di 393,1 milioni rispetto alla chiusura dell’esercizio 2014 (+16,0%). L’incidenza delle esposizioni creditizie verso la Pubblica Amministrazione al 31 dicembre 2015 è pari al 32,1% del totale dei crediti del settore contro il 27,1% al 31 dicembre 2014, mentre l’incidenza delle esposizioni verso il settore privato è pari al 67,9% (contro il 72,9% al 31 dicembre 2014). I crediti DRL aumentano a 354,4 milioni di euro (+161,7%) rispetto a 135,4 milioni di fine 2014 per un valore nominale di 8,2 miliardi. Questa crescita è stata realizzata grazie all’intensa attività di acquisto di portafogli avvenuta nell’esercizio (4,1 miliardi di euro di valore nominale). I crediti fiscali aumentano a 130,7 milioni di euro rispetto a 119,5 milioni (+9,4 %). Per quanto riguarda il settore Governance e Servizi, i crediti verso la clientela sono pari a 104,0 milioni di euro (-0,4%) e sono riferibili alla marginazione in Cassa Compensazione e Garanzia (CCG) legata alle operazioni di pronti contro termine passivi in Titoli di Stato sulla piattaforma MTS.

CREDITI VERSO LA CLIENTELACOMPOSIZIONE SETTORIALE
(in migliaia di euro)
CONSISTENZE VARIAZIONE
  31.12.2015 31.12.2014  ASSOLUTA %
Crediti commerciali 2.848.124 2.455.052 393.072 16,0%
- di cui deteriorati 128.715 112.628 16.087 14,3%
Distressed retail loans 354.352 135.429 218.923 161,7%
- di cui deteriorati 354.331 135.426 218.905 161,6%
Crediti Fiscali 130.663 119.473 11.190 9,4%
- di cui deteriorati - 34 (34) (100,0)%
Governance e Servizi 103.997 104.376 (379) (0,4)%
- di cui Cassa di Compensazione e Garanzia 103.636 102.707 929 0,9%
Totale crediti verso la clientela 3.437.136 2.814.330 622.806 22,1%
- di cui deteriorati 483.046 248.088 234.958 94,7%

La distribuzione delle esposizioni creditizie verso la clientela è sostanzialmente allineata a quella del settore Crediti Commerciali e mostra una quota del 30,4% verso la Pubblica Amministrazione (contro 27,9% al 31 dicembre 2014), e del 69,6% verso il settore privato (contro 72,1% al 31 dicembre 2014).

Per quanto attiene all’attività a favore delle PMI, la durata delle esposizioni si conferma a breve termine, in linea con la strategia di supporto al capitale circolante adottata dal Gruppo. I tempi medi di incasso si attestano infatti a 3 mesi per le esposizioni nei confronti di privati e a circa 4 mesi verso la Pubblica Amministrazione.
Infine si segnala che la voce comprende n. 2 posizioni per un ammontare di 157,9 milioni di euro che rientrano nella categoria dei grandi rischi.

FORME TECNICHE
(in migliaia di euro)
CONSISTENZE VARIAZIONE
  31.12.2015 31.12.2014  ASSOLUTA %
Conti correnti 110.416 105.018 5.398 5,1%
Conti anticipi per cessione di crediti futuri e altre sovvenzioni 95.819 90.146 5.673 6,3%
Conti anticipi factoring 2.604.396 2.228.221 376.175 16,9%
Crediti non performing 195.016 65.340 129.676 198,5%
Crediti fiscali 130.663 119.473 11.190 9,4%
Mutui 6.904 287 6.617 2305,6%
Altre operazioni 103.636 102.707 929 0,9%
Totale impieghi vivi netti (1) 3.246.850 2.711.192 535.658 19,8%
Crediti in sofferenza netti 190.286 103.138 87.148 84,5%
Totale crediti verso clientela 3.437.136 2.814.330 622.806 22,1%

(1) Gli impieghi vivi netti includono le inadempienze probabili e le esposizioni scadute classificate, secondo le disposizioni di Banca d’Italia, fra le attività deteriorate (cfr Nota Integrativa, tabella 7.1)

Qualità del credito 

Può una piccola/media impresa avere lo stesso merito di credito di una grande impresa?

La Banca riesce, tramite l’adozione di un modello di business idoneo a trasferire il rischio dai clienti ai debitori più strutturati, a mitigare la propria esposizione ai rischi di default della clientela. Anche se il perdurare dell’andamento negativo dell’economia ha comportato deterioramenti in capo a controparti debitrici di qualità più elevata, la dinamica appare ancora in miglioramento, come già rilevato nell’esercizio 2014, per la parte significativa dei crediti deteriorati che è quella relativa ai soli Crediti Commerciali come indicati nella tabella che segue. In particolare, le ragioni di tale positivo effetto trovano spiegazione in: a) prosegue la contrazione nel flusso di nuove sofferenze; b) il Gruppo presenta un’elevata capacità di rettificare con la massima tempestività le posizioni che rivelino non essere idonee a mantenere il valore originario (con coerente impatto alla voce rettifiche/perdite del Conto Economico); infine è stata posta particolare enfasi nella gestione delle esposizioni scadute, con sostanziali miglioramenti sulla gestione dei flussi e del correlato grado di rischio. Le crescite registrate in questa categoria sono infatti ascrivibili principalmente ad alcune posizione individualmente significative.

Il totale delle attività deteriorate nette, anche a seguito delle recenti acquisizioni nel settore DRL, si attesta a 483,0 milioni a dicembre 2015 contro i 248,1 milioni a fine 2014 (+94,7%).

Come specificato al paragrafo Impatti modifiche normative, il Gruppo ha applicato, a partire dal 1 gennaio 2015, la nuova nozione di attività deteriorate recentemente adottata da Banca d’Italia, che prevede la suddivisione della categoria delle attività deteriorate tra sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate.
Ai fini di una migliore comparabilità dei dati, le attività deteriorate nette al 31 dicembre 2014 sono state riesposte in linea con le nuove definizioni previste da Banca d’Italia.

Si espongono di seguito la riconduzione delle attività deteriorate in essere al 31 dicembre 2014 alle nuove categorie e le esposizioni oggetto di concessioni (forbearance) per settore.

ATTIVITA' FINANZIARIE DETERIORATE
(in migliaia di euro)
Vecchia definizione Periodo di riferimento/ Valori Nuova definizione Periodo di riferimento/ Valori Periodo di riferimento/ Valori
  31.12.2014   31.12.2014 31.12.2015
Sofferenze 103.138 Sofferenze 103.138 190.286
Esposizioni Ristrutturate 14.374 Inadempienze probabili 109.152 234.546
Incagli Soggettivi 94.778 Inadempienze probabili    
Incagli Oggettivi 8.450 Esposizioni scadute 35.798 58.214
Esposizioni scadute 27.348 Esposizioni scadute    
Totale attività deteriorate 248.088 Totale attività deteriorate 248.088 483.046

FORBEARANCE
(in migliaia di euro)
CREDITI COMMERCIALI DRL CREDITI FISCALI TOTALE CONS.
Crediti in sofferenza        
Dati al 31.12.2015 371 15.064 - 15.435
Dati al 31.12.2014 - 6.189 - 6.189
Variazione % n.a. 143,4% - 149,4%
Inadempienze probabili        
Dati al 31.12.2015 14.414 19.309 - 33.723
Dati al 31.12.2014 14.354 6.197   20.551
Variazione % 0,4% 211,6% - 64,1%
Esposizione scadute       -
Dati al 31.12.2015 5.300 - - 5.300
Dati al 31.12.2014 - -   -
Variazione % n.a. - - n.a.
Crediti in bonis       -
Dati al 31.12.2015 2.954 5 - 2.959
Dati al 31.12.2014 1.968 -   1.968
Variazione % 50,1% n.a. - 50,4%

Le attività deteriorate nette nel settore dei crediti commerciali, la cui dinamica è la sola di effettivo interesse ai fini della considerazione della qualità del credito della Banca, si attestano a 128,7 milioni di euro da 112,6 milioni a fine 2014, in crescita del 14,3%. L’incidenza delle attività deteriorate è pari al 22,4% (25,7% a dicembre 2014) rispetto al patrimonio netto del Gruppo.

QUALITA' DEL CREDITO
(in migliaia di euro)
CREDITI COMMERCIALI DRL CREDITI FISCALI GOVERNANCE E SERVIZI TOTALE CONS.
Crediti in sofferenza          
Dati al 31.12.2015 30.950 159.336 - - 190.286
Dati al 31.12.2014 33.049 70.089 - - 103.138
Variazione % (6,4)% 127,3% - - 84,5%
Inadempienze probabili         -
Dati al 31.12.2015 39.551 194.995 - - 234.546
Dati al 31.12.2014 43.781 65.337 34 - 109.152
Variazione % (9,7)% 198,4% (100,0)% - 114,9%
Esposizione scadute         -
Dati al 31.12.2015 58.214 - - - 58.214
Dati al 31.12.2014 35.798 - - - 35.798
Variazione % 62,6% - - - 62,6%
Totale attività deteriorate nette          
Dati al 31.12.2015 128.715 354.331 - - 483.046
Dati al 31.12.2014 112.628 135.426 34 - 248.088
Variazione % 14,3% 161,6% (100,0)% - 94,7%
Crediti in bonis netti verso clientela         -
Dati al 31.12.2015 2.719.409 21 130.663 103.997 2.954.090
Dati al 31.12.2014 2.342.424 3 119.439 104.376 2.566.242
Variazione % 16,1% 600,0% 9,4% (0,4)% 15,1%
Totale crediti per cassa verso clientela          
Dati al 31.12.2015 2.848.124 354.352 130.663 103.997 3.437.136
Dati al 31.12.2014 2.455.052 135.429 119.473 104.376 2.814.330
Variazione % 16,0% 161,7% 9,4% (0,4)% 22,1%

La composizione delle attività deteriorate nette nel solo settore dei crediti commerciali è di seguito riportata.

Le sofferenze nette ammontano a fine esercizio a 30,9 milioni contro 33,0 milioni a fine esercizio 2014 (-6,4%); il rapporto tra le sofferenze nette e gli impieghi netti del settore si attesta all’1,1%, rispetto all’1,3% al 31 dicembre 2014. Il rapporto tra le sofferenze nette e il patrimonio netto si attesa al 5,4% rispetto al 7,5% al 31 dicembre 2014.

La categoria delle inadempienze probabili nette presenta un saldo a fine 2015 di 39,6 milioni rispetto ai 43,8 milioni a fine 2014 (-9,7%). La riduzione è principalmente riconducibile ad un incremento nei livelli di copertura della categoria, che passano dal 24,5% del 31 dicembre 2014 al 32,1% del 31 dicembre 2015, a fronte della rigorosa politica di valutazione adottata dal Gruppo.

Le esposizioni scadute deteriorate nette ammontano al 31 dicembre 2015 a 58,2 milioni contro i 35,8 milioni a dicembre 2014 (+62,6%), principalmente per effetto dell’ingresso nella categoria di alcune posizioni individualmente significative. Le variazioni nello scaduto deteriorato sono normali nel business model della Banca. Le esposizioni scadute deteriorate nette si riferiscono per 1,2 milioni (3,9 milioni a fine 2014) a crediti vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione acquistati a titolo definitivo nell’ambito dell’attività di finanziamento.

CREDITI COMMERCIALI DETERIORATI
(in migliaia di euro)
SOFFERENZE (1) INADEMPIENZE PROBABILI ESPOSIZIONI SCADUTE TOTALE
SITUAZIONE AL 31.12.2015        
Valore nominale attività deteriorate 255.404 58.257 59.788 373.449
Incidenza sul totale crediti al valore nominale 8,2% 1,9% 1,9% 12,0%
Rettifiche di valore 224.454 18.706 1.574 244.734
Incidenza sul valore nominale 87,9% 32,1% 2,6% 65,5%
Valore di bilancio 30.950 39.551 58.214 128.715
Incidenza sul totale crediti netti 1,1% 1,4% 2,0% 4,5%
SITUAZIONE AL 31.12.2014        
Valore nominale attività deteriorate 243.729 57.982 37.301 339.012
Incidenza sul totale crediti al valore nominale 9,1% 2,2% 1,43% 12,6%
Rettifiche di valore 210.680 14.201 1.503 226.384
Incidenza sul valore nominale 86,4% 24,5% 4,0% 66,8%
Valore di bilancio 33.049 43.781 35.798 112.628
Incidenza sul totale crediti netti 1,3% 1,8% 1,5% 4,6%

(1) Per quanto riguarda le sofferenze, si precisa che Banca IFIS rileva le sofferenze lorde, esposte in bilancio al netto dei relativi fondi di rettifica, sino al totale esaurimento delle procedure legali di recupero del credito.

Le immobilizzazioni immateriali e materiali

Le immobilizzazioni immateriali si attestano a 7,2 milioni di euro, contro 6,6 milioni al 31 dicembre 2014 (+9,4%).
La voce è riferita a software per 6,4 milioni di euro e ad avviamento per 820 mila euro, il quale emerge dal processo di consolidamento della partecipazione in IFIS Finance Sp.Z o.o..

Le immobilizzazioni materiali si attestano a 52,2 milioni di euro, rispetto ai 50,7 milioni a fine 2014 (+2,9%).
Gli immobili iscritti a fine esercizio tra le immobilizzazioni materiali sono principalmente riferiti all’importante edificio storico “Villa Marocco” sito in Mestre – Venezia sede della Banca, e all’immobile sito in Mestre – Venezia ove sono stati trasferiti dei servizi della Banca.
Tali immobili in quanto immobili di pregio non sono assoggettati ad ammortamento ma alla verifica almeno annuale di impaiment. A tale scopo vengono sottoposti a perizia di stima da parte di soggetti esperti nella valutazione di immobili della medesima natura. La perizia aggiornata per l’esercizio 2015 non evidenzia riduzioni di valore che devono essere considerate durevoli.
Risultano inoltre iscritti due immobili siti in Firenze: il primo per 3,9 milioni di euro, acquisito in locazione finanziaria, attuale sede dell’area di business NPL; il secondo per 11,6 milioni di euro comprensivi degli oneri di ristrutturazione in corso finora sostenuti, destinato a diventare la nuova sede della medesima area.
Gli immobili non ancora entrati in funzione alla data di riferimento del bilancio non vengono ammortizzati.

Le attività e passività fiscali

Tali voci accolgono i crediti o debiti per imposte correnti e le attività o passività relative alla fiscalità differita.
Le attività per imposte anticipate, pari al 31 dicembre 2015 a 39,4 milioni di euro, sono riferite per 38,0 milioni a rettifiche di valore su crediti deducibili negli esercizi successivi.
Le passività per imposte differite, pari al 31 dicembre 2015 a 21,4 milioni di euro, sono riferite per 5,7 milioni alla valutazione dei crediti fiscali della ex controllata Fast Finance S.p.A., avvenuta in sede di business combination e per 5,8 milioni di euro alla fiscalità rilevata sulla riserva da valutazione dei titoli AFS in portafoglio.

Altre attività e altre passività

Le altre attività si attestano a 82,3 milioni di euro al 31 dicembre 2015 (+58,8% rispetto al 31 dicembre 2014). La voce è riferita per 18,1 milioni di euro a crediti verso l’erario per acconti versati (bollo e ritenute d’acconto) e a 7,3 milioni di euro ad un deposito a garanzia presso l’Agenzia delle Entrate relativo al ricorso pendente sul contenzioso tributario in essere (come descritto alla voce Fondi per rischi e oneri). Tale deposito è stato volontariamente costituito al fine di consentire la regolare attività di incasso dei crediti fiscali della Business Area Fast Finance; la restituzione di tale somma può avvenire a semplice richiesta da parte della Banca.
La voce altre attività include inoltre il credito vantato nei confronti di uno dei cessionari delle operazioni di cessione concluse a fine 2015 per 25,5 milioni di euro pari al prezzo relativo all’operazione di cessione.
Le altre passività, che a fine periodo ammontano a 204,6 milioni di euro, si incrementano di 93,5 milioni di euro. Tale incremento è perlopiù riferito ai debiti verso la controllante La Scogliera S.p.A, derivanti dall’applicazione del consolidato fiscale, a partite da accreditare alla clientela in attesa di imputazione, nonché all’iscrizione del debito nei confronti di uno dei cessionari delle operazioni di cessione dei crediti DRL concluse a fine 2015 per 20,7 milioni di euro pari al valore dei crediti oggetto di cessione.

La raccolta

La dinamica della raccolta, al netto del conto deposito rendimax e del conto corrente contomax, va analizzata in modo integrato in funzione dell’andamento del mercato ed è costituita da raccolta wholesale mediante pronti contro termine (perlopiù classificati tra i debiti verso la clientela in quanto effettuati con controparte formalmente non bancaria), da operazioni di rifinanziamento sull’Eurosistema, nonché da operazioni di breve termine messe in atto dalla tesoreria verso altri istituti bancari.

RACCOLTA
(in migliaia di euro)
ESERCIZIO VARIAZIONE
  2015 2014 ASSOLUTA %
Debiti verso clientela: 5.487.476 5.483.474 4.002 0,1%
Pronti contro termine 2.278.983 2.082.854 196.129 9,4%
   Rendimax 3.048.357 3.241.746 (193.389) (6,0)%
   Contomax 64.912 72.454 (7.542) (10,4)%
Altri debiti 95.224 86.420 8.804 10,2%
Debiti verso banche: 662.985 2.258.967 (1.595.982) (70,7)%
Eurosistema 119.792 2.226.872 (2.107.080) (94,6)%
Pronti contro termine   384.225 - 384.225 n.a.
Altri debiti 158.968 32.095 126.873 395,3%
Totale raccolta 6.150.461 7.742.441 (1.591.980) (20,6)%

Il totale della raccolta, che al 31 dicembre 2015 risulta pari a 6.150,5 milioni di euro con un decremento del 20,6% rispetto al 31 dicembre 2014, è rappresentata per l’89,2% da Debiti verso la clientela (70,8% al 31 dicembre 2014) e per il 10,8% da Debiti verso banche (29,2% al 31 dicembre 2014).

I Debiti verso la clientela ammontano al 31 dicembre 2015 a 5.487,5 milioni di euro. La voce include l’ammontare dei pronti contro termine con sottostante titoli di Stato e controparte Cassa di Compensazione e Garanzia che si attesta a 2.279,0 milioni di euro (contro 2.082,9 milioni di euro a fine 2014). La raccolta retail si attesta a 3.113,3 milioni di euro al 31 dicembre 2015, di cui 3.048,4 milioni di euro riferibili a rendimax e 64,9 milioni di euro riferibili a contomax, contro i 3.314,2 milioni del 31 dicembre 2014 (-6,1%) anche per effetto dell’introduzione delle nuove scadenze di rendimax a 3,4,5 anni. La Banca continua a farsi carico dell’imposta di bollo proporzionale su rendimax e contomax, pari allo 0,20%.

I Debiti verso banche, che ammontano a 663,0 milioni di euro (rispetto ai 2.259,0 milioni a dicembre 2014, -70,7%), risultano composti principalmente da raccolta derivante da operazioni di pronti contro termine con sottostante titoli di Stato per 384,2 milioni di euro e da operazioni di rifinanziamento su Eurosistema per 119,8 milioni di euro (-94,6% rispetto ai 2.226,9 milioni al 31 dicembre 2014). Quest’ultimo valore è costituito per l’intero importo dalla tranche TLTRO di dicembre 2014 emessa ad un tasso fisso dello 0,15% con scadenza 26 settembre 2018. La rimanente parte dei debiti verso banche è rappresentata da depositi interbancari. Il considerevole decremento dell’ammontare dei Debiti verso banche rispetto alla fine del precedente esercizio è conseguenza del minor ricorso al rifinanziamento sull’Eurosistema rispetto all’utilizzo della piattaforma MTS e controparte Cassa di Compensazione e Garanzia. L’utilizzo della fonte BCE o della piattaforma MTS trova ragione esclusiva in valutazioni di convenienza economica dovute all’andamento dei tassi di interesse.

Fondi per rischi e oneri

FONDI PER RISCHI E ONERI
(in migliaia di euro)
ESERCIZIO VARIAZIONE
  2015 2014 ASSOLUTA %
Controversie legali 1.513 1.527 (14) (0,9)%
Contenzioso fiscale 197 - 197 n.a.
Quota di intervento FITD 461 461 - 0,0%
Totale fondi per rischi e oneri 2.171 1.988 183 9,2%

Controversie legali

Il fondo in essere al 31 dicembre 2015 pari a 1,5 milioni di euro è costituito da undici controversie legate ai Crediti Commerciali per 1.481 mila euro e da sette controversie legate a crediti del settore DRL per 32 mila euro.
A livello aggregato la Banca rileva passività potenziali per complessivi 4,5 milioni di euro di petitum, rappresentate da n. 11 controversie di cui n. 9 per 4,5 milioni di euro riferite a controversie legate ai Crediti Commerciali; per tali posizioni la Banca, supportata dal parere dei propri legali, non ha provveduto a stanziare fondi a bilancio a fronte di un rischio di soccombenza stimato possibile.

Contenzioso fiscale

Il fondo rischi al 31 dicembre 2015 è pari a 197 mila euro. Tale ammontare si riferisce all’accantonamento a fronte di avvisi di accertamento notificati alla Banca, in relazione ai quali è stato presentato ricorso presso la competente Commissione tributaria, e in relazione ai quali i consulenti fiscali della Banca ritengono il rischio di soccombenza probabile.

Con riferimento alle passività potenziali esistenti al 31 dicembre 2015, si osserva quanto segue.
A seguito di una verifica fiscale relativa al periodo d’imposta 2005, l’Agenzia delle Entrate ha emesso un P.V.C. in data 25 luglio 2008. Con tale verbale, l’Ufficio ha segnalato la presunta sussistenza di un’operazione elusiva di cui all’articolo 37-bis del D.P.R. 600/1973, riguardante la svalutazione della partecipazione in Immobiliare Marocco S.p.A. nel corso del 2003, dedotta in cinque quote costanti ai sensi degli allora vigenti artt. 61 e 66 del TUIR.
Inoltre i verificatori hanno contestato la determinazione del plafond di deducibilità delle svalutazioni e delle perdite su crediti (ex art. 106, co. 3, del TUIR), senza però considerare che l’importo da riprendere a tassazione sarebbe stato deducibile in quote costanti nei diciotto periodi d’imposta successivi, come richiesto dall’art. 110, co. 8, del TUIR.

Poggiando sulla prima contestazione di natura antielusiva, con riferimento al periodo d’imposta 2004, l’Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento che evidenziava una maggiore Ires per euro 276 mila, oltre a sanzioni e interessi. Tale atto, notificato alla Banca in data 3 dicembre 2009, è stato impugnato innanzi alla C.T.P. di Venezia, la quale ha rigettato il ricorso. Successivamente la Banca ha presentato appello, in seguito al quale la C.T.R. del Veneto ha emesso una sentenza di accoglimento in data 18 ottobre 2012, annullando integralmente i rilievi dell’avviso di accertamento impugnato e condannando l’Ufficio alla rifusione delle spese.
L’Agenzia delle Entrate ha presentato ricorso in Corte di Cassazione al quale la Banca ha resistito con controricorso, confidando nella conferma della sentenza di secondo grado, considerata l’inconsistenza delle tesi dell’Ufficio. Alla data del 31 dicembre 2015, non è ancora stata fissata la data dell’udienza di trattazione.

Con riferimento al periodo d’imposta 2005, in data 22 agosto 2012, nonostante fossero scaduti i termini per l’accertamento delle imposte sui redditi, è stato notificato alla Banca un avviso di accertamento, con il quale l’Ufficio riprendeva a tassazione le seguenti componenti:

  • la quota della svalutazione della partecipazione in Immobiliare Marocco S.p.A. sopra citata, per euro 837 mila, con una maggiore imposta pari a euro 276, oltre a sanzioni e interessi;
  • la quota relativa alla rideterminazione del plafond di deducibilità delle perdite su crediti per euro 1,4 milioni, con una maggiore imposta pari a euro 478 mila, oltre a sanzioni e interessi;
  • le minusvalenze e i cd. “manufactured dividend”, perché derivanti – a detta dell’Ufficio – da operazioni elusive, per euro 6,3 milioni, con una maggiore imposta pari a euro 2,1 milioni di euro, oltre a sanzioni e interessi.

Con tale atto, dunque, l’Agenzia delle Entrate riprendeva complessivamente a tassazione un maggior reddito pari a euro 8,6 milioni, accertando una maggiore imposta totale pari a 2,8 milioni, oltre a sanzioni e interessi.
L’atto di accertamento de quo, però, è totalmente illegittimo. Oltre all’infondatezza delle motivazioni addotte dall’Ufficio, è evidente il vizio relativo alle tempistiche di notifica dell’atto, che superano i termini ordinari per l’accertamento delle imposte sui redditi ex art. 43 del DPR 600/1973.
Considerata l’assenza dei presupposti per il raddoppio dei termini (ovvero, la presenza di una fattispecie penalmente rilevante), l’atto deve ritenersi nullo.
Sulla base di tali motivazioni e in virtù della sentenza di accoglimento della C.T.R. del Veneto del 18 ottobre 2012 (che ha integralmente annullato i rilievi dell’avviso di accertamento relativo al 2004, tra i quali la presunta indeducibilità della svalutazione della partecipazione in Immobiliare Marocco S.p.A.), la Banca ha presentato istanza di accertamento con adesione.
L’Agenzia delle Entrate però non ha accettato l’istanza, così la Banca è stata costretta a presentare ricorso presso la C.T.P. di Venezia, depositato in data 11 febbraio 2013.
A seguito di alcuni rinvii, la trattazione del merito è stata fissata per il prossimo 18 marzo 2016.

I consulenti fiscali incaricati di seguire i contenziosi appena citati (relativi ai periodi d’imposta 2004 e 2005) ritengono fortemente sostenibili le ragioni della Banca e considerano il rischio di soccombenza come possibile. Come sancito dallo IAS 37, pertanto, la Banca non ha effettuato alcun accantonamento a fronte del rischio derivante da entrambi i contenziosi fiscali citati.

Altri

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), a cui Banca IFIS aderisce, con lettera del 16 settembre 2014 ha comunicato un ulteriore (rispetto alle comunicazioni ricevute in data 9 gennaio 2014 e 17 luglio 2014) intervento di sostegno in favore di Banca Tercas in A.S. che prevede per Banca IFIS un probabile esborso del valore di 0,5 milioni di euro. Banca IFIS ha quindi provveduto ad accantonare nel 2014 tale somma fra i fondi per rischi ed oneri.

Il patrimonio e i coefficienti patrimoniali

Il Patrimonio netto consolidato si attesta al 31 dicembre 2015 a 573,5 milioni di euro, contro i 437,8 milioni al 31 dicembre 2014 (+31,0%). La composizione e la variazione rispetto all’esercizio precedente sono spiegate nelle tabelle seguenti

PATRIMONIO NETTO: COMPOSIZIONE
 (in migliaia di euro)
CONSISTENZE VARIAZIONE
  31.12.2015 31.12. 2014 ASSOLUTA %
Capitale 53.811 53.811 - 0,0%
Sovrapprezzi di emissione 58.900 57.113 1.787 3,1%
Riserve da valutazione: 5.739 (109) 5.848 (5365,1)%
- titoli AFS 11.677 5.969 5.708 95,6%
- TFR (167) (262) 95 (36,3)%
- differenze di cambio (5.771) (5.816) 45 (0,8)%
Riserve 298.856 237.874 60.982 25,6%
Azioni proprie (5.805) (6.715) 910 (13,6)%
Utile netto 161.966 95.876 66.090 68,9%
Patrimonio netto 573.467 437.850 135.617 31,0%

PATRIMONIO NETTO: VARIAZIONI
(in migliaia di euro)
ESERCIZIO 2015
Patrimonio netto al 31.12.2014 437.850
Incrementi: 170.636
Utile d’esercizio 161.966
Vendita/attribuzione propri strumenti 2.697
Variazione riserva da valutazione: 5.848
- titoli AFS 5.708
- TFR 95
- differenze di cambio 45
Altre variazioni 125
Decrementi: 35.019
Dividendi distribuiti 35.019
Patrimonio netto al 31.12.2015 573.467

La variazione della riserva da valutazione su titoli AFS rilevata nell’esercizio è conseguenza della già citata cessione di parte del portafoglio con conseguente parziale realizzo della relativa riserva.
La variazione della riserva da valutazione per differenze di cambio si riferisce alla differenza cambi derivante dal consolidamento della controllata IFIS Finance Sp. Z o.o..

FONDI PROPRI E COEFFICIENTI PATRIMONIALI
(in migliaia di euro)
DATI AL
  31.12.2015 31.12.2014 
Capitale primario di classe 1(1) (CET1) 479.316 387.221
Capitale di classe 1 (AT1) 488.956 389.769
Totale fondi propri 501.809 396.190
Totale attività ponderate per il rischio 3.264.088 2.787.920
Ratio – Capitale primario di classe 1 14,68% 13,89%
Ratio – Capitale di classe 1 14,98% 13,98%
Ratio – Totale fondi propri 15,37% 14,21%

(1) Il capitale primario di classe 1 tiene conto degli utili generati nell’esercizio al netto della stima dei dividendi

I fondi propri, le attività ponderate per il rischio ed i coefficienti di solvibilità consolidati al 31 dicembre 2015 sono stati determinati avendo a riferimento i principi regolamentari contenuti nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013 recepiti nelle Circolari della Banca d’Italia n. 285 e n. 286 del 17 dicembre 2013.

L’articolo 19 del CRR prevede l’inclusione ai fini del consolidamento prudenziale della Holding del gruppo bancario non consolidata nel patrimonio netto contabile.

Le disposizioni normative relative ai fondi propri prevedono l’introduzione del nuovo framework regolamentare in maniera graduale attraverso un periodo transitorio, in genere fino al 2017, durante il quale alcuni elementi che a regime saranno computabili o deducibili integralmente impattano solo per una quota percentuale

Il Gruppo Banca IFIS, così come consentito dalle disposizioni transitorie della Circolare di Banca d’Italia n. 285 del 17 dicembre 2013 e successivi aggiornamenti, ha provveduto a calcolare i fondi propri al 31 dicembre 2015 escludendo i profitti non realizzati relativi alle esposizioni verso le amministrazioni centrali classificate nella categoria “Attività finanziarie disponibili per la vendita” dello IAS 39, per un importo netto positivo di 5,9 milioni di euro.