Evoluzione prevedibile della gestione

Le attese per l’andamento dell’economia in Europa restano incerte e caratterizzate da evoluzioni della produzione particolarmente contenute anche se in lieve incremento rispetto alle evidenze del 2015. L’Italia dovrebbe esporre una crescita del PIL tra l’1% e il 2% per il 2016 che confermerebbe, nell’incertezza dominante, un segnale positivo. Le crescite significative del Prodotto Interno Lordo che hanno caratterizzato altri periodi storici appaiono non più ottenibili in Europa, e forse in tutto il mondo industrializzato, per un insieme di ragioni solo alcune delle quali hanno a che fare con l’economia. Questo ha indotto alcuni studiosi ad argomentare sulla “stagnazione secolare” che potrebbe caratterizzare le economie avanzate, con lunghissimi periodi di bassa crescita, bassi o nulli rendimenti del capitale per impieghi privi di rischio, bassa o nulla inflazione.

In questo scenario sono attivi a livello globale alcuni elementi di instabilità o rischio: dai timori per un rallentamento della Cina, che sarebbe in grado di condizionare negativamente altri Paesi, alle difficoltà dei Paesi Emergenti, costretti a misurarsi con un prezzo del petrolio e delle materie prime molto contenuto e con movimenti valutari non favorevoli, alle instabilità di un Medioriente che deve fare i conti con la dichiarata volontà di non perdere quote di mercato nella produzione petrolifera, con ciò generando ulteriore ribasso dei prezzi, e quindi disequilibri finanziari per quei governi, costretti alla vendita di attivi per riequilibrare bilanci in difficoltà. Sotto altro punto di vista i bassi costi delle materie prime, e tra tutti il petrolio, rappresentano una straordinaria congiuntura favorevole per un Paese, come l’Italia, sostanzialmente trasformatore.

Nei Paesi di riferimento dell’Europa il costo del denaro resta impostato su livelli bassissimi, per effetto delle azioni di politica monetaria della BCE e di livelli di variazione dei prezzi estremamente contenuti. La bassa o nulla inflazione è frutto della dinamica dei prezzi delle materie prime e in genere del relativamente basso utilizzo dei fattori produttivi. Ci si attende che gli interventi di politica monetaria – non unanimemente accolti con favore in Europa - siano in grado di riportare l’inflazione verso gli obiettivi stabiliti dalle autorità, anche se il raggiungimento di un livello di variazione dei prezzi prossimo ma inferiore al 2% appare ancora lontano. Effetto collaterale positivo della politica monetaria BCE è la debolezza della valuta comune che rappresenta un’agevolazione per gli esportatori in altra valuta, tipicamente in dollari USA; una indiretta barriera protettiva per i produttori domestici nei confronti di beni importati denominati in altra valuta; infine un elemento che consente di “importare inflazione” o di contenere l’effetto deflattivo del crollo delle materie prime.

Ad oggi non sembra immaginabile una solida e sostenibile uscita dalla crisi in assenza di nuovo credito bancario per l’economia reale. In questo contesto la capacità di assicurare supporto alle piccole e medie imprese, anche grazie al rafforzamento dei coefficienti patrimoniali e della liquidità, continua a rappresentare, per Banca IFIS, un vantaggio competitivo che consente all’istituto di acquisire nuova clientela e nuovi impieghi. Questo in un contesto di mercato ancora caratterizzato da una moderata e selettiva, ancorché crescente, offerta di credito e da una domanda ancora alla ricerca di soluzioni adeguate, soprattutto per le imprese più piccole e con merito creditizio meno misurabile o scarso.

Nel corso del 2015 la Banca ha attivato una profonda ristrutturazione della rete di distribuzione, incrementata in unità e rinnovata al fine di meglio rispondere alle esigenze del futuro. I risultati in termini di ulteriore crescita nel numero di imprese servite, nell’impiego e nella redditività complessiva sono attesi nella seconda metà del 2016.

Gli scenari di mercato per l’attività di finanziamento alle imprese sono condizionati dalla cospicua disponibilità di liquidità, che genera pressione al ribasso per i tassi di interesse sui nuovi prestiti. Per gli operatori è arduo trasferire ai tassi sulla raccolta questo ribasso, in considerazione della contiguità allo zero della curva dei rendimenti e della politica monetaria della Banca Centrale Europea. La marginalità ritraibile è pertanto in generale orientata alla contrazione, soprattutto per i finanziamenti a favore delle fasce di clientela dotate di merito creditizio più elevato. La Banca focalizzerà pertanto la propria azione ancor più sulle imprese di dimensione più contenuta sulle quali, a fronte dell’esigenza di una elevata attenzione nell’erogazione del credito al fine di contenere i rischi utilizzando il factoring quale strumento di mitigazione, la redditività appare attualmente meno o per nulla compromessa.

Sono state avviate altre attività con l’obiettivo da un lato di fidelizzare la clientela; dall’altro di incrementare i volumi e migliorare la redditività in valore assoluto, come l’intervento a favore delle multi-utility cedenti crediti nei confronti degli Enti Locali della Pubblica Amministrazione. Gli effetti economici di tali iniziative saranno percepibili nel corso del 2016.

Continuerà l’azione di sviluppo sui mercati internazionali di presenza; nel comparto farma-industriale; nel settore delle farmacie; nel settore dei crediti verso la Pubblica Amministrazione.

Banca IFIS può continuare a fare affidamento su attese positive per il 2016 per tutte le aree di business. Rimane sempre più importante il ruolo che la Banca può rivestire nel settore dei crediti non-performing (DRL) grazie all’offerta di soluzioni che molti istituti di credito e operatori finanziari italiani ed esteri stanno ricercando per i loro crediti deteriorati. Continuerà il monitoraggio di offerte di acquisto per portafogli di crediti vantati verso famiglie consumatrici che gli originator presumibilmente decideranno di cedere. La Banca sul fronte della gestione dei NPL sta evolvendo nelle proprie soluzioni organizzative e gestionali e ciò permette di ipotizzare l’incremento dei tassi di recupero. Come già avvenuto nel corso del 2015, in considerazione dell'elevata liquidità rinvenibile sul mercato; della capacità della Banca di trasformare la qualità dei portafogli in forza della propria azione nei confronti dei debitori; infine dell'opportunità di soddisfare più elevati volumi operativi con beneficio per la banca e per i debitori coinvolti dalle iniziative dell'Istituto, saranno valutate operazioni sul mercato secondario. In tali operazioni Banca IFIS potrebbe cedere portafogli lavorati con l’obiettivo di liberare risorse operative destinandole ad ulteriori incrementi di attività, o acquistare portafogli che abbiano già subito una lavorazione iniziale da parte di altri player.

L’operatività sui crediti fiscali vede la Banca rafforzare la propria posizione già di leader nel settore, in considerazione della buona redditività ritraibile nel medio termine da questi investimenti.

La redditività del settore Governance e Servizi vede un frazionale incremento nel costo del funding, dovuto sia alla politica di allungamento delle durate, sia all’incremento verificato ed atteso delle masse, conseguente all’introduzione delle nuove scadenze a 3, 4 e 5 anni lanciate recentemente sul mercato.

Per quanto concerne i titoli governativi nel portafoglio detenuto dalla Banca si ritiene, sulla base delle evidenze e della politica monetaria in essere, che il rifinanziamento di tale portafoglio continuerà ad avvenire a tassi di interesse inferiori allo zero quantomeno per i prossimi trimestri. In questo contesto e in considerazione delle dinamiche relative ai margini ritraibili dagli investimenti sul mercato dei titoli di Stato, la Banca valuta la propria posizione come appropriata. Come già avvenuto nell’ultimo trimestre 2015, opportunità potranno essere valutate in coerenza con il presentarsi di dinamiche di mercato favorevoli.

Infine, la Banca continuerà a valutare ulteriori nuove opportunità che dovessero presentarsi nei segmenti nei quali opera ed in mercati contigui o altrimenti valutabili come interessanti nelle strategie di sviluppo declinate. 

In considerazione di quanto sopra, è ragionevole prevedere per il Gruppo la continuazione dell’andamento positivo della redditività per il 2016.