Mercati di riferimento

Crediti Commerciali

Il mercato di riferimento della Banca è quello del credito commerciale a breve termine (finanziamenti per cassa a breve termine a società non finanziarie e famiglie produttrici) che al 30/09/2015 ammontava a 241 miliardi euro. Al 31 dicembre 2008 era pari a 360 miliardi euro, diminuendo complessivamente del 30%.

Credi Impresa Futuro - Il mercato del factoring rappresenta solo marginalmente il mercato di riferimento di Banca IFIS e pertanto il turnover ed il correlato posizionamento in tale mercato non costituiscono un obiettivo strategico per la Banca, ma rappresentano comunque un chiaro elemento di visibilità con positive ricadute in termini di immagine, di valore e di mercato.

Spostando l’attenzione su questo mercato, esso registra nei primi dieci mesi del 2015 un aumento di oltre il 3% in termini di turnover, confermando il trend di crescita avviato nel corso del 2014. Si segnala che nel biennio 2010-2011 era avvenuta un’importante conversione degli impieghi corporate dai prodotti bancari tradizionali al factoring per effetto della mancanza di liquidità sui canali tradizionali del funding bancario per le controparti corporate che aveva fatto aumentare di molto i volumi. Credi Impresa Futuro vanta 29 filiali distribuite su tutto il territorio nazionale e una rete commerciale composta da oltre cento professionisti.

Pharma e Farmacie - Banca IFIS ha fatto il suo ingresso nel settore del Pharma cinque anni fa: grazie all’impiego di competenze idonee, l’istituto ha raggiunto progressivamente una dimensione ragguardevole, che sta aumentando piuttosto rapidamente grazie ad una politica di prezzo molto aggressiva e un rapporto in continua evoluzione con tutti i principali gruppi farmaceutici internazionali che lavorano con il Sistema Sanitario Italiano.

Su tutto il territorio nazionale sono presenti circa 18.000 farmacie, almeno una in ogni comune italiano. Recente è l’ingresso della Banca nel mercato del finanziamento alle farmacie, che rappresenta per l’istituto una buona opportunità di diversificazione con costi marginali ridotti per la gestione del business. Infatti, ciascuna farmacia copre, in media, un bacino d’utenza di 3.400 abitanti, valore molto prossimo alla media europea. Il fatturato totale delle farmacie ammonta a circa il 66% della spesa farmaceutica nazionale, ovvero in media a 16,5 miliardi di euro all’anno. La quota di spesa convenzionata richiesta dalle farmacie al SSN, sotto forma di DCR, vale circa 11 miliardi di euro (41% della spesa farmaceutica nazionale).

Per quanto riguarda lo stato di salute delle farmacie, la crisi ha portato alla riduzione dei tempi medi di credito concessi loro dai grandi distributori farmaceutici, comportando il mancato accesso a condizioni di acquisto favorevoli e nuove esigenze di finanza per riequilibrare la gestione del circolante. Dal punto di vista dei finanziamenti, l’opportunità di sostenere l’equilibrio finanziario delle farmacie è alimentata in questa fase da una ulteriore recente contingenza. I player finanziari specializzati presenti sul mercato, in particolare le società non incluse in gruppi bancari, hanno dovuto affrontare alcune difficoltà nel reperimento della liquidità e nella distribuzione del prodotto: tali problematiche hanno costretto alcuni di loro ad avviare procedure di ristrutturazione/liquidazione volontaria.

International - in un contesto economico in cui i commerci internazionali si sono contratti a causa degli squilibri nella crescita economica mondiale, i prezzi delle materie prime sono crollati ed i cambi sono stati volatili, il mercato del Factoring è riuscito a registrare una crescita. Banca IFIS opera in ambito internazionale mediante la partecipata al 100% IFIS Finance Sp z.o.o. sita in Polonia, un ufficio di rappresentanza sito in Romania, la partecipazione in India e l’ufficio internazionale dislocato a Milano, quest’ultimo prevalentemente focalizzato sull’import factoring. Con riferimento al mercato del factoring polacco, la controllata IFIS Finance detiene una quota di mercato, misurata in termini di turnover, di poco superiore all’1%.

Distressed Retail Loans (DRL)

Il mercato dei Non Performing Loans (NPL) si caratterizza per la presenza di operatori che approcciano il business secondo modalità anche molto diverse e rivolgendo la propria attenzione a portafogli spesso non omogenei. In particolare le disomogeneità riguardano la tipologia dei crediti oggetto di acquisto, i debitori ceduti, le modalità di recupero.

Quanto alla tipologia dei crediti oggetto di acquisto è possibile individuare almeno i seguenti segmenti:

  • NPL derivanti da mutui ipotecari e pertanto garantiti da immobili (residenziali, commerciali o industriali);
  • NPL derivanti da svariate forme tecniche e garantiti in via obbligazionaria da terze parti (da fidejussione, consorzi di garanza fidi, altri);
  • NPL derivanti da credito al consumo/finanziamenti finalizzati vantati verso persone fisiche e supportati da pignoramento/cessione del quinto dello stipendio;
  • NPL derivanti da credito al consumo, renting, automotive, finanziamenti finalizzati non assistiti da alcuna forma di garanzia o privilegio.

Le tipologie di debitori sono sostanzialmente due: le persone fisiche con o senza reddito stabile derivante da contratto di lavoro dipendente o pensione e le imprese tra le quali è opportuno discriminare tra le società di capitali da una parte e le società di persone/imprese individuali dall’altra. Le due grandi macro aree della collection sono costituite dal recupero giudiziale e dal recupero stragiudiziale. Tutti questi elementi di differenziazione incidono in misura rilevante sulle potenzialità di generazione di flussi di cassa da parte dei portafogli NPL, sui processi operativi e sull’organizzazione aziendale necessaria per sostenerli, sui costi del recupero ed, infine e soprattutto, sui costi di acquisto dei portafogli dagli originator (che tendenzialmente sono società finanziarie di emanazione bancaria ma che possono essere imprese commerciali operanti nel retail di servizi o beni, o infine altri intermediari operanti nel settore dei NPL).

Inoltre, operano sul mercato soggetti economici con approcci diversi anche dal punto di vista dell’assunzione di rischio: ad operatori orientati all’acquisizione di portafogli e alla loro gestione fino all’incasso, si affiancano, spesso in collaborazione, operatori interessati alla sola gestione in cambio di fee commissionali.

Nell’analizzare il mercato dei NPL non si possono non considerare le variabili sopra indicate che comportano la compresenza di operatori di grandissima dimensione ed operatori di rilevanza economica marginale con approcci diversificati, che rispondono a normative eterogenee, diversamente dotati di mezzi finanziari e di un’ampia gamma di possibilità tecnologiche.

Il posizionamento dell’Area NPL della Banca, che oggi opera sul mercato retail attraverso il brand CrediFamiglia, è prevalentemente nel settore degli NPL derivanti da credito al consumo, renting, automotive, finanziamenti finalizzati non assistiti da alcuna forma di garanzia o privilegio, con possibilità di intervento anche nel settore degli NPL derivanti da credito al consumo/finanziamenti finalizzati vantati verso persone fisiche e supportati da pignoramento/cessione del quinto dello stipendio. Raramente, all’interno di operazioni più articolate, l’Area NPL di Banca IFIS è intervenuta anche su NPL derivanti da svariate forme tecniche e garantiti in via obbligazionaria da terze parti (da fidejussione, consorzi di garanza fidi, altri). L’Area NPL solitamente opera acquisendo portafogli crediti direttamente dai soggetti eroganti, altra modalità di acquisizione prevede la possibilità di acquisire tali portafogli da altri soggetti cessionari. Tale mercato, definito “secondario”, sviluppato ed operativo in altre nazioni è in fase di sviluppo in Italia. L’Area NPL, in relazione alle asset class sopra menzionate, effettuerà acquisizioni sia sul mercato ordinario che su quello secondario. L’Area NPL potrebbe altresì valutare la possibilità di cedere parte dei portafogli acquisiti dopo aver trasformato i debitori in clienti paganti, ottenendo quindi sin da subito un importante margine rispetto al prezzo di acquisto dei suddetti crediti. Nel 2015 la Banca ha acquistato complessivamente 4,1 miliardi di euro (valore nominale) e ha ceduto 1,4 miliardi di euro (valore nominale).

Il processo di evoluzione organizzativa dell’Area NPL prevede una continua ricerca di modalità di pagamento alternative che possano consentire ai debitori intenzionati a rimediare alla propria situazione debitoria nuove e più flessibili modalità di pagamento. In tal senso è in corso una rivisitazione del processo organizzativo di recupero volto alla trasformazione del debitore in cliente e alla conseguente gestione attiva del cliente anche attraverso attività di CRM. In relazione ai debitori con potenzialità di pagare ma senza la volontà di farlo è stata approntata una modalità di recupero giudiziale volta all’ottenimento del pignoramento del quinto dello stipendio o della pensione del debitore. È in fase di potenziamento la strutturata dedicata all’attività di Call Center, tale struttura verrà utilizzata sia come elemento di supporto dei piani di pagamento in corso (attività di remind e di recupero telefonico delle singole rate del piano) che come strumento per la prima lavorazione telefonica del portafoglio.

Crediti Fiscali

Secondo l’Osservatorio trimestrale sulla crisi di impresa di Cerved, nel corso dei primi sei mesi del 2015 si registrano segnali confortanti rispetto allo stato di salute delle imprese italiane, con una riduzione di tutte le procedure monitorate dall’Osservatorio Cerved. Le procedure fallimentari aperte nel primo semestre 2015 sono 7.600, in riduzione del 6,8% rispetto allo stesso periodo del 2014. La riduzione del numero dei fallimenti nei primi sei mesi del 2015 riguarda tutte le forme giuridiche, con variazioni molto diverse: -6,0% per le società di capitale, -11,8% per le società di persone e -6,6% per le altre forme giuridiche. Dal punto di vista dei settori, solo l’industria registra una diminuzione a doppia cifra (-16,4%), mentre è meno marcata la riduzione per costruzioni e servizi: -7,4% l’edilizia, -4,5% i servizi.

Tra gennaio e giugno sono state aperte circa 1.300 procedure concorsuali non fallimentari: anche questo fenomeno è in rallentamento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-12% circa). Nell’ambito del mercato sopra descritto, si segnala che Fast Finance detiene storicamente una quota di mercato superiore al 50% e che il resto del mercato è essenzialmente rappresentato da società finanziarie (ex art. 106 TUB) - tra cui le più competitive sono La Colombo Finanziaria S.p.A., Interfinance S.p.A (in partnership con Banca Sistema), Viva S.p.A., FED S.p.A., Be Finance S.r.l., STAF S.r.l. e NAOS Finanziaria S.p.A.. Si segnala infine la presenza, del tutto marginale, anche del Gruppo doBank.

Raccolta

É continuata anche nel 2015 l’attività di finanziamento di Banca IFIS attraverso linee interbancarie collateralizzate con operatività repo, potendo contare su una importante dotazione di titoli governativi italiani accettati quale garanzia da altri Istituti o, in ultima istanza, dall’Eurosistema grazie alla liquidità sempre concessa dalla BCE.

La Banca ha partecipato alla seconda asta di fondi TLTRO (Targeted Long Term Refinancing Operation) della Banca Centrale Europea per un importo complessivo di 119,8 milioni di euro, assegnati in Dicembre ad un tasso 0,15% fisso per 4 anni.

La raccolta non ha mai evidenziato tensioni e l’operatività in titoli ha generato buoni risultati in termini di marginalità, contribuendo ad alleggerire il costo del finanziamento della raccolta retail, più elevato sul mercato on line ove la volatilità in caso di depositi non sufficientemente remunerativi per la clientela può rappresentare un rischio.

Il mercato della raccolta retail, con particolare riferimento allo specifico settore dei conti deposito online, appare ormai, dal punto di vista dell’offerta di prodotto, un mercato piuttosto maturo al quale partecipano sia banche tradizionali già presenti sul territorio anche attraverso una rete di sportelli dedicata alla raccolta diretta sia operatori specializzati nella raccolta on line. Ciò nonostante la raccolta retail – possibile grazie al conto deposito rendimax e al conto corrente contomax - continua a rappresentare una fondamentale forma di raccolta per Banca IFIS.

A fine anno le masse raccolte superano i 3,0 miliardi di euro (di cui 64 milioni di euro relativi a contomax) che, se paragonate al totale dei depositi della clientela residente presso il sistema bancario italiano, rappresentano poco più dello 0,2%.

La dinamica crescente registrata nelle masse raccolte nel corso dell’ultimo anno è riconducibile principalmente a quattro fattori:

  • la variazione dei tassi: nel corso degli ultimi 24 mesi si è complessivamente proceduto con un riallineamento verso il basso dei rendimenti offerti, dovuto sia alla costante riduzione dei tassi di mercato sia ad un generalizzato riposizionamento dell’offerta da parte di tutti i player; le variazioni al ribasso dei rendimenti offerti alla clientela nel corso del 2014 sono state quattro, mentre a partire dal terzo trimestre del 2015 vi è stato un aumento dei tassi sui depositi vincolati di più lunga scadenza;
  • il contesto di mercato: il tasso di crescita del complesso della raccolta bancaria (depositi e obbligazioni) da residenti privati si è posizionato per tutto il 2014 e per i primi nove mesi del 2015 in territorio negativo rispetto all’anno precedente, soprattutto per la dinamica delle obbligazioni; a partire dal mese di ottobre 2015 è tornato il segno più;
  • l’introduzione dei vincoli a 3-4-5 anni: avvenuta nel mese di settembre 2015, si è rivelata importante per l’inversione di tendenza dell’andamento che la raccolta retail aveva avuto fino a quel momento;
  • il rendimento dei Titoli di Stato che rappresentano, sotto il profilo del risparmio privato, l’alternativa più attigua al mercato dei conti deposito. Il calo dei rendimenti offerti dai Titoli di Stato è l’altra componente che ha permesso di effettuare delle riduzioni di tasso senza compromettere l’ammontare delle masse raccolte.