Organizzazione e operations

Organizzazione

Nel corso del 2015 l’Organizzazione ha condotto importanti progettualità che hanno contribuito ad efficientare i processi e razionalizzare l’intero impianto normativo della Banca. In particolare l’Organizzazione:

  • ha definito la tassonomia dei processi della Banca, articolando questi ultimi in tre aree quali il “Governo”, il “Business” ed il “Supporto”;
  • ha disegnato il framework della disciplina interna che prevede la distinzione tra normativa di impostazione, caratterizzata da “Linee di indirizzo”, “Regolamenti organizzativi” e Politiche, e normativa operativa, composta da “Procedure organizzative” e “Note operative;
  • ha avviato un piano di aggiornamento della regolamentazione interna della banca, viste le specificità introdotte dalle revisioni della disciplina di vigilanza e ha rivisto il “Regolamento generale”;
  • ha costruito, in collaborazione con l’ICT e l’Amministrazione, la nuova piattaforma contabile della Banca che ha contribuito ad efficientare i relativi processi impattati e a velocizzare le attività di riconciliazione tra dati gestionali, contabili e segnaletici.

Operations

Nel corso dell’ultimo trimestre del 2015 Banca IFIS, con l’obiettivo di rivedere e innovare il proprio modello operativo focalizzandosi sulla digitalizzazione, ha creato una direzione Operations, che dirige e coordina le seguenti unità organizzative: ICT, Operations Management, Digital Factory, Process Engineering, Privacy & Security Management.

I primi progetti avviati dalla struttura si sono concentrati sull’analisi dei processi operativi con l’obiettivo di individuare possibili efficientamenti attraverso la riorganizzazione delle attività su gruppi operativi specialistici, l’automazione di alcune fasi operative, l’introduzione di piattaforme di digitalizzazione.

Inoltre nell’ultimo trimestre del 2015 sono state avviate significative iniziative in ambito Fintech (area su cui la banca investirà in maniera decisa nei prossimi anni), promuovendo l’utilizzo di tecnologie evolute a supporto di modelli di business innovativi (ad esempio è stata avviata la creazione di un marketplace rivolto al digital lending verso le PMI). Le iniziative, che prevedono il progressivo raggiungimento di obiettivi strategici nel breve e medio periodo, si focalizzano sulle seguenti direttrici:

  • digital disruption: offerta di soluzioni “digital native” basate su processi semplici, 100% digitali e con mezzi di riconoscimento evoluti, aumentando l’attenzione verso la “user experience” con l’obiettivo di garantire lo scambio di informazioni in modo istantaneo e su tutti i canali, generando efficienza e minori costi produttivi. In tale contesto si colloca la digitalizzazione di tutti i processi operativi e di origination di rapporti con la clientela tramite firma digitale;
  • analytics al centro del Business: introduzione di strumenti e soluzioni big data, sviluppate su piattaforme SAS, capaci di analizzare in modalità real-time enormi moli di dati con l’obiettivo di supportare i processi decisionali e di controllo dei rischi, perseguendo consistenza, affidabilità, rapidità e qualità del reporting;
  • evoluzione dei sistemi specialistici: potenziamento delle soluzioni dedicate al Factoring e al Non Performing Loan con l’obiettivo di migliorare il time-to-market generando l’efficienza dei processi ed un miglioramento dei livelli di servizio;
  • time to Compliance ed evoluzione dei sistemi a presidio della Banca Tradizionale: semplificazione delle componenti di “core banking” con l’obiettivo di aumentare la velocità di risposta agli adeguamenti normativi e potenziare il livello di integrazione per sostenere lo sviluppo del business;
  • aggiornamento tecnologico: potenziamento nel continuo delle infrastrutture e dei servizi tecnologici.

Per gli ambiti di ICT governance e security, risk e compliance management, i principali interventi operati nel 2015 sono riconducibili a:

  • stesura del Piano Strategico ICT, in conformità alle disposizioni di vigilanza prudenziale per le Banche;
  • applicazione della metodologia di analisi del rischio informatico, come previsto dalla relativa Politica di Gruppo e conformemente alle disposizioni regolamentari, e all’implementazione del conseguente piano delle azioni di mitigazione individuate;
  • consolidamento dell’impianto documentale relativo a Processi ICT e all’Information Security, mediante la stesura di procedure apposite coerentemente con quanto previsto dalla Politica di Gruppo per la gestione della Sicurezza Informatica;
  • avvio di una serie di progettualità finalizzate a rafforzare i presidi di sicurezza informatica dei sistemi informativi e della rete, anche attraverso test periodici di sicurezza e monitoraggio nel continuo delle vulnerabilità e delle minacce;
  • aggiornamento del Piano di Continuità Operativa, a seguito di modifiche organizzative intercorse, e al Piano di Disaster Recovery, a seguito di attività di potenziamento del CED primario. Nel corso del 2015 sono state effettuate le consuete prove tecniche architetturali e applicative di Business Continuity e di Disaster Recovery dei sistemi gestionali della Banca. I test sono stati effettuati con la presenza dell’Internal Audit.